RELAZIONE TOSSICA CON LA FELICITÁ

QUANDO CI SI SENTIRÀ DAVVERO “ABBASTANZA”?

“Ci si convince che se si finge la felicità e la si sbandiera al mondo, allora la felicità sarà reale ”

-Discover Adamah

Il mondo si muove così velocemente che, soprattutto i giovani, perdono l’equilibrio e la nausea mentale non tarda ad arrivare. Non mancano coloro poi che colonizzano il web, vomitando versi esuberanti di odio, lamenti senza fine contro l’ingiustizia o contro gli ideali; o quelli che si dedicano a documentare ogni movimento dentro e fuori casa con l’idea inconscia che, se uno finge la felicità e la sbandiera al mondo, allora potrà convincersi di essere felice, nutrendosi, come si suol dire, di “aria fritta”.

La verità è che si stanno iniziando a muovere quelle placche tettoniche che si trovano sotto al vulcano e, sul web, vediamo solo la minacciosa colonna di fumo prima della vera esplosione, che, se continuiamo così, non tarderà molto ad arrivare.
E così ci isoliamo come persone “social” e dalle poltrone delle nostre case ci identifichiamo con l’ego e l’invidia, con la disillusa speranza di essere originali, quando in realtà stiamo solo imitando qualcuno o qualcosa e, così facendo, aumentiamo il livello di durezza dell’autocritica che nutriamo nei nostri stessi confronti e, in maniera direttamente proporzionale, quella che muoviamo verso gli altri.

immagine relativa a ricerche Google per "social media" "social network" "arte dell'apparire"
Illustrazione di Marco Melgrati

IL CONFRONTO SPIETATO

Ci confrontiamo con gli altri e SEMPRE (magari fosse “quasi sempre”, ma non lo è, perché altrimenti non ci paragoneremmo a nessuno) PERDIAMO in quel confronto.
Il lavoro che facciamo non è entusiasmante, nemmeno quando abbiamo fatto della nostra passione, il nostro lavoro. Facciamo un viaggio e lo interrompiamo bruscamente e ripetutamente per mostrare al “mondo social” quel paesaggio che finiamo per vedere dietro ad uno schermo, dimenticandoci di respirare le essenze del bosco, di toccare gli alberi rugosi e di guardare il cielo con i suoi colori, diversi dal grigio costante della città.
Ci convinciamo di “voler condividere” quello che stiamo vivendo con gli altri, ma se ci analizziamo con onestà e sincerità, l’obiettivo è sempre quello di “vendere l’esperienza” da una motivazione nata dall’EGO.

La nostra felicità finisce per trasformarsi in quel prodotto che vogliamo vendere agli altri, senza però averne gustato nemmeno un pezzettino: ed è così che diventiamo come lUroboro, il serpente che si morde la coda, creando un cerchio senza inizio e senza fine: “apparentemente immobile, ma in eterno movimento, l’Uroboro rappresenta l’ego che divora e rigenera sé stesso”, perché non ci godiamo i viaggi e le esperienze che facciamo e invidiamo i viaggi e le esperienze degli altri, i quali magari invidiano quello che facciamo noi.

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Illustrazione di Marco Melgrati

TUTTO IL MONDO È PAESE

Stupido vero? NO. Al contrario è razionale se pensiamo che non troppi anni fa, si fingeva con i vicini, alle riunioni di fine anno, a scuola o alle feste di paese, di avere una famiglia perfetta, uno stipendio straordinario, o comunque ci si travestiva di un’apparenza socialmente accettata, solo per sentirsi rispettati e accettati nei “gruppi” che ci interessavano e dei quali volevamo far parte.
Oggi, con l’avanzamento opprimente di Internet, quel paese è diventato il MONDO e mentre la tecnologia si è evoluta in misure terrificanti, le dinamiche sociali sono rimaste pressoché le stesse. Invece che elevare la nostra coscienza individuale, abbiamo permesso l’evoluzione della nostra ansia e depressione, in modo tale da non essere quasi in grado di indicare dove inizia uno e termina l’altra.
È l’eterna sbornia di una vita di frustrazioni. E continuiamo ad avere le vertigini e a sentirci persi.

SAREMO MAI IN GRADO DI SENTIRCI “ABBASTANZA”?

Jim Carrey, in seguito alla presentazione dei Golden Globe dove il presentatore lo ha introdotto come “l’attore vincitore di due Golden Globe” ci ha fatto ridere dicendo al microfono “grazie! Sono l’attore vincitore di due Golden Globes Jim Carrey. E quando sogno, non sogno cose normali, ma sogno di essere l’attore vincitore di tre Golden Globes Jim Carrey, perché solo così mi sentirò abbastanza.”
È un bisogno vitale sentirsi “abbastanza” agli occhi del mondo per essere felici? O dovremmo semplicemente accettare che il mondo che ci circonda, e che in qualche modo fa parte di noi, è sufficiente per noi e per la nostra felicità?

Jim Carrey ai Golden Globe-2016

N.B. Le illustrazioni riportate sono frutto del lavoro dell’artista italiano Marco Melgrati. Visita il suo sito web cliccando QUI.



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