LA DOPPIA FACCIA DELLE ABITUDINI

abitudini

Le ABITUDINI: AMICHE O NEMICHE?

Cosa sono e perché trasformarle è importante per vivere meglio!

Le abitudini partono lentamente e gradualmente e molto prima che tu realizzi di possedere un’abitudine, è l’abitudine che ti possiede

-Anonimo

Quante volte, infatti, abbiamo pianificato e praticato con costanza e tenacia un’azione, con la cosciente intenzione di trasformarla in un’abitudine e quante volte, invece, ci siamo resi conto di essere in balia di un’infinità di abitudini solo dopo esserne diventati dediti schiavi?

L’abitudine, etimologicamente parlando, significa “inclinazione o tendenza acquisita con la (non consapevole aggiungerei) ripetizione degli stessi atti”.

Senza esserne consapevoli piantiamo tanti piccoli semi nel giardino della nostra esistenza, sotto forma di semplici azioni a cui non diamo peso, generate da pensieri che reputiamo essere innocui, senza renderci conto che questi pensieri e queste azioni stanno plasmando la nostra vita. Sant’Agostino affermò saggiamente che “un’abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità” e se abbiamo una necessità, a seconda di quanto la nostra abitudine sia radicata nella nostra mente, abbiamo una, più o meno leggera, dipendenza. E’ capitato pressoché a tutti di rimandare a cuor leggero un allenamento in palestra o l’inizio della fatidica dieta ad un giorno non definito, spinti dalla mendace convinzione  del “avrò tempo un altro giorno”, “tanto lo farò domani o lunedì”, quel domani e quel lunedì che il più delle volte non arriveranno mai, perché nessuno ci ha mai insegnato che, parafrasando la scrittrice Alessandra Donati, ogni singolo pensiero, scelta, azione influenza la qualità della nostra vita e determina la persona che stiamo diventando. Quindi quell’innocente “lo farò domani” ci fa allontanare sempre di più dall’avere una vita costellata di abitudini disciplinate e consapevoli, a favore di azioni comode e dall’appagamento immediato che si tramuteranno in abitudini e forma mentis che ci indurranno inconsciamente ad applicare lo stesso pensiero a tutti gli ambiti della nostra vita.

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LE NOSTRE ABITUDINI SCRIVONO IL NOSTRO DESTINO

Il celebre maestro Swami SIVANANDA ha saputo sintetizzare in pochissime parole l’importanza di costellarsi di abitudini sane, affermando che “se semini un pensiero raccogli un’azione se semini un’azione raccogli un’abitudine se semini un’abitudine raccogli un carattere se semini un carattere raccogli un destinoconsolidando la certezza che le abitudini, se ponderate e consapevoli, possono essere delle essenziali alleate per il raggiungimento di uno stile di vita equilibrato e sereno, in caso contrario non saranno altro che il subdolo e accondiscendente antagonista della nostra vita il cui scopo è intrappolarci in quella che la Bhagavadgita (poema sanscrito dal valore di testo sacro) definisce “La via del codardo”, ovvero quella soporifera e collosa zona di comfort che contrasta il cambiamento e non permette l’evoluzione.

Ma perché è così difficile cambiare un’abitudine?

Per rispondere a questa domanda è opportuno consultare l’antica filosofia indiana che introdusse  svariati millenni orsono il concetto di SAMSKARA (scientificamente parlando, le sinapsi) che è la parola sanscrita per descrivere quelle tracce inconsce o memorie latenti delle esperienze che una persona ha fatto o ha subìto, e che essendosi ripetute nel tempo si sono andate ad imprimere nella memoria profonda (citta) creando dei veri e propri solchi nella psiche, che ci inducono ad applicare gli stessi pensieri e le stesse azioni a tutti gli ambiti della nostra vita, favorendo la creazione delle famigerate abitudini, che i testi antichi chiamano vasana, tradotto anche come automatismo. Perciò riuscire a cambiare un’abitudine già consolidata è frutto di un profondo lavoro di consapevolezza, responsabilità, costanza e disciplina, in poche parole è più facile a dirsi che a farsi, ma non impossibile!

Come fare?

Igor Sibaldi, filosofo, scrittore e teologo di grande rilievo, afferma che ci vogliono circa 30 giorni per creare un’abitudine e di conseguenza iniziare a forgiare un nuovo destino, tuttavia è consigliabile procedere con cautela e ponderazione, in parole povere, non lasciarsi prendere dall’entusiasmo per non fare il passo più lungo della gamba. Per introdurre un’azione nuova che desideriamo si cristallizzi in un’abitudine, è necessario educare dolcemente e con pazienza la nostra mente al cambiamento, proprio come faremmo con un bambino! Come asserisce lo psicologo Manuel Mauri, affinché un’abitudine si possa radicare con semplicità deve essere facile, veloce e gratificante, cosicché la nostra mente-bambina sia invogliata dall’eseguire quell’azione così appetitosa! Se, per esempio, aspiriamo a praticare yoga regolarmente, iniziare con l’aspettativa di trascorrere quotidianamente almeno un’ora sul tappetino, non farà altro che scoraggiarci e allontanarci dal nostro obiettivo. Così facendo non si creeranno mai nuove abitudini, correndo anzi il rischio di solidificare quelle vecchie.

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Iniziamo invece con il trascorrere solo qualche minuto in una posizione di yoga che amiamo particolarmente, con il passare del tempo quei pochi minuti di sollievo e rilassamento si tramuteranno in 15, poi in 25, e in men che non si dica ci si ritroverà a passare quotidianamente più di un’ora sul tappetino!

Alla luce di queste conoscenze, tutti noi abbiamo delle abitudini che possono essere migliorate, quindi proviamo da oggi a nutrire dei nuovi pensieri gratificanti, che daranno vita a delle nuove piccole azioni, che consolidandosi in nuove abitudini cambieranno il nostro destino!



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