COSA SI CELA DIETRO IL MISTERO DELL’EPIFANIA, DEI RE MAGI E DELLA BEFANA?

EPIFANIA: TRA LEGGENDE E METAFORE

“I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino”

San Giovanni Crisostomo
Re Magi in viaggio
Epifania

Il 6 gennaio, dodici giorni dopo la celebrazione del Natale, si festeggia il giorno dell’epifania che, solo in Italia, viene associato alla figura della Befana, una simpatica streghetta rugosa che, durante la notte tra il 5 e il 6 gennaio, si intrufola fortuitamente e, nonostante l’età, molto agilmente, nelle nostre case, distribuendo dolciumi a più non posso ma anche carbone a chi avrebbe potuto comportarsi meglio durante l’anno appena giunto al termine.

La celebrazione della Befana è una festa puramente italiana, figlia di antiche tradizioni che affondano le loro radici nei riti propiziatori che i nostri antenati eseguivano in specifici momenti dell’anno.

Dalla prospettiva religiosa d’altro canto, il 6 gennaio si festeggia l’arrivo dei Re Magi che, dopo un lungo viaggio, giunsero finalmente dinnanzi al neonato GESÚ per porgergli i tre celebri doni e la loro più totale fedeltà, riconoscendo in lui una guida luminosa, sapiente ed equanime.

MA COSA SI FESTEGGIA VERAMENTE?

Che si celebri la Befana o l’arrivo dei Re Magi, il 6 gennaio è comunque un pretesto in più per festeggiare, brindare e mangiare, prima di rigettarsi nella solita routine quotidiana che ci sta aspettando al varco, come una madre apprensiva che di notte aspetta il ritorno dei figli dopo una serata con gli amici.

Ma come abbiamo fatto con l’articolo dedicato al Natale, cerchiamo di dare un senso a questa festa che sancisce l’inizio di un nuovo capitolo della nostra vita, partendo dall’origine etimologica della parola EPIFANIA.

L’antenato del termine EPIFANIA è da ricercarsi nel greco antico, in particolare nel verbo epifàino che significa “mi rendo manifesto”, dando origine a epifàneia, ovvero “manifestazione”.

Abbiamo detto che CELEBRARE IL NATALE (leggi QUI l’articolo sul Natale) significa “riunirsi per onorare il momento in cui si viene alla luce e si comincia a conoscere”, quindi si parla della “rinascita” della nostra consapevolezza di essere una scintilla divina facente parte del tutto.

IL NUMERO 12 – NUMEROLOGIA

Dopo 12 giorni, numero che indica la conclusione di un ciclo compiuto e l’avvento di un modello cosmico di armonia e pienezza, si festeggia la MANIFESTAZIONE della nostra energia interiore che è rinata, si è rinnovata ed è pronta a rivelarsi.

Il numero 12 è strettamente correlato al numero 3 (1+2=3), che è quello dei Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare.

Re Magi
Re Magi

COSA RAPPRESENTANO I RE MAGI

Il nome Melchiorre deriva dall’ebraico melekh (che significa RE) e or (che significa LUCE), perciò Melchiorre, “Re della luce” o “il mio Re è luce”, portò in dono l’ORO, da sempre associato al sole, il metallo più nobile che rappresenta l’obiettivo umano di ottenere la perfezione, a livello mentale e spirituale.

Il nome Baldassarre deriva dalle due parole assire balats e usur che significano “Dio protegge la sua vita” o “il custode della vita”, Re che portò a Gesù l’INCENSO, emblema della purificazione interiore, della vita spirituale e dell’immortalità del corpo sottile (anima).

Il nome Gaspare è di origine persiana e significa “ispettore del tesoro”, “stimabile maestro” ma è anche legato all’antica forma Windafarmah, che significa “splendente”.

Gaspare fu il Re che portò in dono la MIRRA, termine che in molte lingue sacre assume il significato di “morte”, dalla sua radice myr.

La mirra pertanto rappresenta la morte della materia, del corpo fisico ma anche dell’immortalità, poiché era un ingrediente essenziale per portare a termine il processo di imbalsamazione, come antidoto contro la morte, quindi la MIRRA incarna l’emblema della morte della materia e allo stesso tempo dell’immortalità dell’anima.

I tre Re Magi quindi sono legati ai nostri 3 aspetti, quello MENTALE, SPIRITUALE e MATERIALE che si rivelano e manifestano. Sta a noi riconoscerli, viverli e differenziarli tramite il discernimento (viveka in sanscrito) che combatte avidya, l’ignoranza.

E LA BEFANA?

Anche la figura della Befana racchiude un profondo significato degno di nota.

Come abbiamo detto, la BEFANA è una STREGA, molto anziana che dispensa dolci e carbone e la sua figura veicola il potere purificatore dell’energia femminile che si nutre dell’antica sapienza della Madre Terra, accogliente, materna e benevola ma giusta, proprio come la Befana che regala dolci leccornie come simbolo di prosperità e abbondanza per il nuovo anno.

Befana

” In alcune lingue le streghe sono chiamate “quelle che sanno” (witch in inglese, vèd’ma in russo), nel senso che sanno già, senza aver imparato da nessuno. Non hanno apprendisti, perché a comunicare la loro sapienza ci mettono un attimo : ti guardano attentamente per vedere se anche tu hai il coraggio di sapere senza aver imparato e, se ne hai, tutt’a un tratto ti dicono : “Và, scopri chi sei e cosa puoi fare, non ti occorre altro.” Poi proseguono per la loro strada.Le streghe sono state detestate per questo. Ricordavano troppo quella frase censuratissima di Gesù : “Voi non fatevi chiamare maestri” (Matteo 23,8). A lungo vennero perseguitate perchè “al mondo” non va che le ricchezze, inclusa la sapienza, circolino troppo liberamente”

-Igor Sibaldi

Ma per far sì che qualcosa di nuovo possa germogliare e prosperare, è necessario liberarsi del superfluo, di ciò che non ci serve più e che ci appesantisce. E qui entra in gioco la SCOPA con la quale la BEFANA danza leggiadra tra le nubi notturne.

L’antica antenata della nostra comune scopa infatti, incarna un antico simbolo il cui scopo è quello di ripulire dalla negatività l’ambiente in cui si svolgevano rituali e celebrazioni, e non come un comune strumento di pulizia domestica.

Quindi la simbologia della Befana a cavallo di una scopa che dispensa dolciumi è quello di accogliere e adoperarsi per far MANIFESTARE l’abbondanza nella propria vita, dopo però aver necessariamente “spazzato via” ciò che deve essere trasceso.

CURIOSITA’: L’ALTRA FACCIA DEL CARBONE

La leggenda della befana vuole che venga distribuito il carbone ai bambini che non si sono comportati bene, ma non per punirli, anzi! Oscuro, ruvido, sporco, il carbone ricorda la sporcizia dei lavoratori nelle miniere, degli spazzacamini e di un’oscurità che fa paura, perché rappresenta la nostra oscurità.Il carbone è vita pura, è il PUNTO ZERO dove tutto può accadere, è il buio che sprigiona la potenza della luce, fino a trasformarsi in diamante. Il carbone è l’emblema dei nostri difetti e delle nostre paure che se guardate in faccia, accettate e comprese, dopo tanto lavoro, diventeranno DIAMANTI, ovvero le nostre virtù più luminose e inscalfibili.

Che festeggiate la Befana, i Re Magi, la manifestazione, l’abbondanza o il lasciar andare, vi auguriamo una felice e luminosa EPIFANIA, che possa sancire l’inizio di una nuova avventura psicofisica che questo anno ha in serbo per ognuno di noi!

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