DOBBIAMO ACCETTARE TUTTO? SÍ – DOBBIAMO SEMPRE DIRE “SÍ”? NO

Si! Accetta!

DEVO ACCETTARE TUTTO? SÍ
DEVO SEMPRE DIRE “SÍ”? NO

Accettazione verso l’infinito e oltre

Certo, ognuno li attraversa a modo suo e con le proprie sensazioni, ma sono una costante le parole desiderio, ansia, vertigine, paura del vuoto, paura dell’errore, rifiuto, ridicolo, desiderio, inibizione, libertà, pressione, accettazione, negazione, gioco …

Omar Argentino Galván

Potremmo pensare che questa citazione si riferisca ai nostri percorsi di vita, ma di per sé, l’autore di questo libro / manuale dal titolo “Dal salto al volo” si riferisce ai primi passi nell’improvvisazione teatrale e al (come lui la definisce) “cocktail che fa parte dell’improvvisazione e che sarà sempre presente”.

Qualsiasi somiglianza con la vita reale non è pura coincidenza.


Come se fossimo su una giostra, sorvoliamo, passiamo e ripetiamo almeno una di tutte quelle parole più volte al giorno. Beviamo il “cocktail” che prepariamo continuamente senza darci la possibilità di riprenderci dai postumi del rimpianto.

 

Quella stupida promessa che suona come delle condoglianze, come una supplica a noi stessi di smetterla con l’autodistruzione; una promessa che muore subito dopo la sua nascita:


“Non avrò paura” che me ne importa se sono ridicolo “, ” sono e sarò sempre libero “, ” tutti sbagliamo”, ” d’ora in avanti, vivrò nel momento presente” ecc…

Ancora una volta, qualsiasi somiglianza con la vita reale non è pura coincidenza.

Ti senti identificato *? Se la risposta è sì, perfetto. Se la risposta è no … perfetto comunque! Perché? Perché il primo passo è l’accettazione (la parola che ci è più difficile da ingerire) di tutto: quello che succede, quello che ci accade, quello che pensiamo, facciamo e non facciamo, quello che siamo e non siamo.

Il “SI” ci sprona a continuare a creare la storia e a sviluppare il nostro personaggio, mentre il “NO” costituisce un muro che noi stessi costruiamo e la temporanea sospensione o la completa interruzione della nostra storia e della nostra evoluzione a causa dell’insorgere di questo muro, dipende da noi.

Sia la vita che l’Impro si basano sul raggiungimento di obiettivi individuali e di gruppo, in un costante “tiro alla fune” della corda degli accordi che stabiliamo, negoziamo e rinegoziamo continuamente.

“Solo accettando le sfide, sapremo se siamo veramente capaci”

– Discover Adamah
Si! Accetta!
SI!

Quindi, se c’è una parola che dovremmo evitare per eludere tanto i disaccordi interni quanto quegli esterni, è, rispettosamente e semplicemente, la tanto usata quanto odiata parola “NO”. Una negazione che inizia nelle nostre viscere e finisce per creare intorno a noi una sfera protettiva e autodistruttiva.

Quindi: dobbiamo accettare tutto? SÌ. Dovremmo dire di sì a tutto? NO. L’accettazione o la negazione della realtà che ci tocca, va oltre la parola. Il SI può essere camuffato da un NO intenzionale. Un NO che reagisce e agisce. Un dinamico NO. Un NO che ci libera come esseri umani.

Esempio:

Un fidanzato propone: “Andiamo al cinema?” La fidanzata risponde: “No, oggi voglio avere un po ‘di privacy. Possiamo guardare un film a casa”. In questo caso, non solo questo NO apre una porta all’intimità della coppia, ma chissà, se non aprirà la porta alla nascita di un terzo personaggio nella storia.

 Allo stesso modo, il NO, può essere mascherato da un SI che rifiuta di accettare se accompagnato da un MA.

Esempio:

Un’amica chiede: ti senti bene con il tuo nuovo partner?

Lei risponde: SI, ma penso che sia molto diverso da quello di cui ho bisogno.

Le nostre decisioni ci definiscono, colorano i bozzetti della nostra personalità che si modifica in ogni momento. Un essere che evolve è un essere che abbraccia il cambiamento e si ripropone con un gesto o una parola che completa lo sviluppo della storia.

Accettiamo le decisioni, accettiamo gli errori (presto scriveremo un articolo a loro interamente dedicato), agiamo, modifichiamo e rispondiamo con un’altra proposta e così andiamo avanti tutti insieme creando un passato che accettiamo, perché ci ha condotto fino a qui, e un futuro che sappiamo essere imprevedibile. E lo accettiamo. Il gioco così è più divertente.

Non possiamo controllare tutto. Non possiamo prevedere nulla e lo ACCETTIAMO.

La negazione, in tutte le sue sfaccettature, è un proiettile che annulla le possibilità e le trasforma in una schizzata di “Cosa sarebbe stato se …” contro il muro che abbiamo eretto, il più delle volte senza rendercene conto.

Accettazione … “all’infinito e oltre”.

Se ti interessa approfondire questo argomento, ti consigliamo la lettura di questi libri:

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